• [n°0] Architettura Modernità Crisi e Information Technology----------------------

 

La prima lezione, chiaramente introduttiva , partirà dalla definizione dei concetti principali.


Parleremo della nomenclatura ampia, parole contenitore con un unico significato dalle molteplici sfumature.
Il corso: Architettura Modernità Crisi e Information Technology è definito da MODERNITA, CRISI e INFORMATION TECHNOLOGY.
Partiremo da Modernità, deriva da Moderno concetto usato come accezione temporale, per definire step cronologici, come la scoperta dell’America nel 1492 o la Rivoluzione francese 1789. Il Moderno che si contrappone all’antico.
Il nostro concetto di Modernità sarà un attributo ad un particolare atteggiamento , un atteggiamento  propulsivo, orientato alla ricerca del “nuovo”, sensibile ai cambiamenti della società.
Utilizzando le parole del filosofo e sociologo francese Jean Baudrillard "la modernità fa della crisi un valore, una morale contraddittoria, e suscita un'estetica di rottura".
Divenendo così ATEMPORALE.

Per definire crisi partiremo dalla sua etimologia:


"CRISI = lat. CRISIS dal gr. KRÌSIS, che tiene a KRÌNÕ separo, e fig. decido (…) Crisi significa scelta, Momento che separa una maniera di essere diversa da un’altra precedente.

In cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi: il primo, wei, significa problema, il secondo, ji, significa opportunità.
Anche nella nostra lingua l’etimologia della parola crisi suggerisce un significato positivo: essa infatti contiene un aspetto vitale, la separazione, ed un aspetto di crescita, quello della scelta"

Fonte: crisi-etimologia-e-significato, post scritto da Il Figlio

La crisi nasce dunque da un “problema”, da un cambio di Paradigma e in se porta già la risposta, l’opportunità, che non bisogna ignorare ma cogliere con un atteggiamento di apertura verso il cambiamento.
Anche se, di fronte ad una crisi le reazioni  sono molteplici, ignorare, cogliere i suoi aspetti tecnicistici o immergersi totalmente per capire il valore del cambiamento.

L’ultimo atteggiamento è il nostro.


Nella storia abbiamo molti esempi di crisi dovute all’impatto delle nuove tecnologie: la Fotografia,il cinema, poi l’avvento del sonoro, la macchina a vapore ecc., che hanno rivoluzionato il modo di vivere, definendo dei cambiamenti di Paradigma, che si sono ribattuti su tutte le ricerche a 360°. 

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La CRISI di Antonio Gramsci, la trasformazione molecolare

immagine da qui

lettera di Antonio Gramsci alla cognata.

6 marzo 1933
Carissima Tania,
Ho ancora vivo il ricordo (ciò non sempre mi capita più in questi ultimi tempi) di un paragone che ti ho fatto nel colloquio di domenica per spiegarti ciò che avviene in me. Voglio riprenderlo per trarne alcune conclusioni pratiche che mi interessano. Ti ho detto su per giù così: - immagina un naufragio e che un certo numero di persone si rifugino in una scialuppa per salvarsi senza sapere dove, quando e dopo quali peripezie si salveranno. Prima del naufragio, com’è naturale, nessuno dei futuri naufraghi pensava di diventare…naufrago e quindi tanto meno pensava di essere condotto a commettere gli atti che dei naufraghi in certe condizioni, possono commettere, per esempio, l’atto di diventare… antropofaghi. Ognuno di costoro, se interrogato a freddo cosa avrebbe fatto nell’alternativa di morire o di diventare cannibale, avrebbe risposto, con la massima buona fede, che, data l’alternativa, avrebbe scelto certamente di morire. Avviene il naufragio, il rifugio nella scialuppa ecc. Dopo qualche giorno, essendo mancati i viveri, l’idea del cannibalismo si presenta sotto una luce diversa, finché ad un certo punto, di quelle persone date, un certo numero diviene davvero cannibale.
Ma in realtà si tratta delle stesse persone? Tra i due momenti, quello in cui l’alternativa si presentava come una pura ipotesi teorica e quello in cui l’alternativa si presenta in tutta la forza dell’immediata necessità, è avvenuto un processo di trasformazione “molecolare” per quanto rapido, nel quale le persone di prima non sono più le persone di poi e non si può dire, altro che dal punto di vista dello stato civile e della legge (che sono, d’altronde, punti di vista rispettabili e che hanno la loro importanza) che si tratti delle stesse persone. Ebbene, come ti ho detto, un simile mutamento sta avvenendo in me (cannibalismo a parte). Il più grave è che in questi casi la personalità si sdoppia: una parte osserva il processo, l’altra parte lo subisce, ma la parte osservatrice (finché questa parte esiste significa che c’è un autocontrollo e la possibilità di riprendersi) sente la precarietà della propria posizione, cioè prevede che giungerà un punto in cui la sua funzione sparirà, cioè non ci sarà più autocontrollo, ma l’intera personalità sarà inghiottita da un nuovo “individuo” con impulsi, iniziative, modi di pensare diversi da quelli precedenti.
Ebbene, io mi trovo in questa situazione. Non so cosa potrà rimanere di me dopo la fine del processo di mutazione che sento in via di sviluppo.

Antonio Gramsci, Lettere dal carcere, Einaudi, Torino 1947, pp. 266-7.

ringrazio Salvatore Lo Leggio

 

 

 

 

  • PRIMO CICLO: L'impatto dell'informatica nella città e nella ricerca architettonica contemporanea
  • [n°1] Informazione definizione------------------------------------------------------------------

 

L’informazione, le sue definizioni e  il suo habitat.

Ecco di cosa parlerà la seconda lezione, che inizia, in modo molto enigmatico, con questa frase :

“Prendete un foglio di carta bianca e una matita. Appoggiate la matita sul foglio fino a lasciare un segno, il più piccolo possibile.
E domandatevi: quanto è grande?” 

(Antonino Saggio, Informazione materia prima dell'architettura, Coffee Break, 19 marzo 2004)


Le risposte sono state molteplici, ma tutte erano contraddette dalla Teoria euclidea (un punto non ha parti), allora il punto è diventato, per nostra convenzione un DATO (o se vogliamo un segno).Un dato che ha modificato il nostro foglio bianco. Per comprendere la valenza del dato abbiamo tracciato una “circonferenza”  sul foglio.

Domanda: “cos’è?”  (ibidem)


Il dato per prendere vita ha assolutamente bisogno di una convenzione. Per capirci, un cerchio può essere una O, uno 0, una circonferenza (qualsiasi cosa), dipende tutto dalla convenzione.(NB. Nella lettura del testo si comprende già il valore dello 0 e della O, vedremo dopo perché.)


L’assunto è: “L’Informazione è l'applicazione di una convenzione ad un dato.” (ibid.)
Ed ancora “In informatica non esistono dati, ma sempre e solo informazioni.” (ibid.)


L’ultimo assunto ha la sua risposta nel NB di prima, "noi sappiamo già in partenza entro quale sistema convenzionale ci muoviamo". (ibid.)


Un’altra definizione che amplia il discorso precedente è la definizione dello Zingarelli: informare vuol dire "modellare secondo una forma" e le informazioni sono di questa modellazione "gli atti" (Nicola Zingarelli, Vocabolario della lingua Italiana, decima edizione, Zanichelli, Bologna 1970). (ibid.)


“Se in informatica non esistono dati, ma solo informazioni, allora in informatica è tutto in formazione,[…] una massa fluida che deve prendere "ancora" forma[…] il prendere forma dell'informazione si definisce modellazione e si esplica nella creazione di modelli.” (ibid.)
Modello schema teorico per rappresentare (vedi appunti).


Non si progettano forme definite, ma "famiglie di forme possibili" che possono variare entro alcuni parametri e alla geometria degli assoluti euclidei sostituiscono le famiglie topologiche. Il progettare e il pensare all'architettura si muove così all'interno della rete di queste informazioni fluttuanti e modellabili come fossero un sistema di equazioni interconnesse che si passano l'una con l'altra alcuni dati. (ibid.)
Questa frase mi ricorda molto il discorso al TED di Greg Lynn e i suoi sistemi, dove ogni elemento e le sue modifiche influiscono sull'organismo tutto.


La costruzione mentale dello spazio, una costruzione "strettamente" connessa al nostro modo scientifico di pensare lo spazio. (ibid.)

Turbulent Topologies by Marcos Novak

 

 

  • [n°2] Informazione diffusione/economia----------------------------------------------------

 

L’informazione e la sua diffusione nella terza ondata.


Dal libro di Alvin Toffler  “The third wave” “La terza ondata”, si  evidenzia l’evoluzione della società nelle ONDATE: Agricola, Industriale e Informatica.

immagine da qui
I tre periodi coronologici, sono ben definiti temporalmente:


…a.C. – 1870  Era Agricola
“IO ESISTO” nda


1870 – 1956  Era Industriale
“IO ESITO IN QUANTO FUNZIONO”


1956 – oggi (2011)  Era Informatica
“IO ESISTO PERCHE SONO VEICOLO D’ INFORMAZIONI”


Ere che si chiudono e si aprono con delle CRISI (vedi prolusione), che modificano la struttura della società e la distribuzione del lavoro, saltando lo step agricola-industriale che tutti conosciamo (e che approfondiremo più in là), Toffler circoscrive in un anno ben definto il passaggio da industriale a informatico nel 1956, quando negli Stati Uniti, il settore del terziario aumentò superando gli altri due combinati insieme.



Questo cambiamento ha influito pesantemente nel prodotto che ha visto crescere a dismisura l’influenza dell’informazione nella fase di "produzione" (vedi appunti).
Importantissimo è la trasformazione dell’informazione dal ’56 grazie alle nuove tecnologie i nuovi media, vedi la TV e la radio tecnologie unilaterali di informazione, le telecomunicazioni e la telefonia strumenti bilaterali ed infine Internet e il Web strumenti personali.
Il Personale, la nuova visione della produzione che dedica gran parte della sua ricerca a questo, tramite la Personalizzazione di massa, cioè modificare un prodotto a proprio piacimento, colore, forma, ecc.



Aspetto non considerato nella vecchia produzione industriale, basti ricordare le parole di Henry Ford


"They can have a car any color they like, so long as it's black"
"Possono avere una macchina di qualsiasi colore, purché sia nera"

la foto è mia, non sono delle Ford T, ma rendono l'idea


Vedi Post sul mio Blog:

 

 

  • [n°3] Paesaggio Mentale---------------------------------------------------------------------------

 

 


Non tenuta

Rimando alla lezione del Prof. Antonino Saggio >>

 

 

 

  • [n°4] Comunicazione Marsupiale--------------------------------------------------------------


La lezione tratterà della COMUNICAZIONE

aspetto (ricollegandoci alla lezione precedente “le ondate”) modificatosi, dall’era industriale ad oggi.
Una comunicazione oggettiva, palese, esplicativa, prodotto centrica, che non tralascia alcun aspetto; questa la prima tipologia di pubblicità (per adesso parliamo di questo) cambiata col  tempo; oggi, è il consumatore ad essere al centro della questione,  catturato, selezionato, invogliato ad acquistare dalle pubblicità “marsupiali”, che contengono più significati, figure retoriche, metafore. Una comunicazione soggettiva che fa del “dialogo” con l’osservatore, quel quid pluris in più, applicabile in più settori.


La parola “dialogo” nda, penso sia centrale nel discorso, nell’ambito dell’architettura, l’edificio  dialoga con la comunità e ne diventa simbolo, un aspetto nodale della comunicazione.

“Il simbolo è più o meno il contenuto che esso esprime come simbolo”

(Hegel, Enciclopedia pag.458) da Wikipedia


La parola "simbolo" deriva dal latino symbolum ed a sua volta dal greco σύμβολον súmbolon dalle radici σύμ- (sym-, "insieme") e βολή (bolḗ, "un lancio"), avente il significato approssimativo di "mettere insieme" due parti distinte.
In greco antico, il termine simbolo (Σύμβολον) aveva il significato di "tessera di riconoscimento" o "tessera ospitale", secondo l'usanza per cui due individui, due famiglie o anche due città, spezzavano una tessera, di solito di terracotta, e ne conservavano ognuno una delle due parti a conclusione di un accordo o di un'alleanza, da cui anche il significato di "patto" o di "accordo" che il termine greco assume per traslato. Il perfetto combaciare delle due parti della tessera provava l'esistenza dell'accordo.

da Wikipedia

 

 

Dal testo estratto da Wikipedia, si nota che l’etimologia della parola mette insieme due parti, un lavoro che l’architettura deve assolutamente soddisfare, ciò unire tramite il dialogo: la città e la comunità.
Questo atteggiamento rende un' architettura, comunicativa e rappresentativa divenendo

“un monumento di una collettività che guarda al resto del mondo e che al domani si proietta con slancio.”

(Saggio, Antonino Saggio, La via dei simboli, Coffee Break, 15 dicembre 2000)


La citazione del Prof. Saggio introduce l’esplicazione di un excursus che parte dalla Sidney Opera House di Jørn Utzon (oggetto della citazione), ritenuto il simbolo della comunità australiana e si “conclude” con il Guggenheim Museum di Bilbao.
Il concorso della SOH, vinto nel 1956 (vedi lezione n°2), non solo grazie alla genialità del progettista, ma anche alla giuria del concorso composta da grandi architetti tra cui Eero Saarinen, ricercatore della “liberazione della forma”.

(Saggio02, Antonino Saggio, Architettura e modernità, Carocci, 2010)

Liberazione formale che Saarinen vide nel progetto di Utzon, “architetto interessato all'uomo nelle sue diverse manifestazioni sociali, mai alla imposizione della propria griffe. Sa che opere diverse per scala e programma debbono avere risposte diverse.” (Saggio)
Il progetto diviene “monumento di una collettività” non monumento nella sua accezione negativa, come riteneva il Movimento Moderno (CIAM).

immagine del concerto streaming della YouTube Symphony Orchestra tenutosi alla Sidney Opera House il 20 marzo 2011

GUARDA IL VIDEO con le proiezioni interne ed esterne di Obscura Digital parte finale

GUARDA IL VIDEO di tutto il concerto


“"A noi non interessano i monumenti", parafrasando Frank Llyod Wright, sostenevano gli architetti moderni, e avevano ragione. Infatti la parola Monumento tra le due guerre, era usata per esprimere la potenza di uno Stato, spesso dittatoriale, che intendeva magnificare l'autorità, il comando, la gerarchia.

La Mosca di Stalin, le scenografie di Hitler, la nuova romanità di Mussolini, ma anche i parlamenti classicheggianti della nuova Finlandia o la sede delle Società delle Nazioni a Ginevra.”
(Saggio)


Si intende la  nuova “cattedrale”  della città, non religiosa, ma punto focale della cittadinanza dove “la gente vive tutto lo spazio pubblico, ci va di giorno e di notte, genitori con bambini, turisti, vecchi operai con il basco e teenager con i pattini.” (Saggio)
Quest’ultima citazione si riferisce ad un altro SIMBOLO dell’architettura contemporanea, il Museo Guggenheim di Bilbao di Frank Owen Gehry concluso nel 1997.
Un’opera che ha risolto problemi nella scala urbanistica e nella scala architettonica. (vedi Saggio per i “dettagli”)

visita virtuale - Guggenheim

documentario sul Museo parte 01

Altri, sono stati gli edifici trattati, in particolare, il Kiasma di Steven Holl, dove  la comunicazione ha giocato un ruolo cruciale nello sviluppo e la conoscenza del museo di Helsinki.
Basti pensare che Kiasma il nome del museo è il concept che Holl usa per strutturare il progetto, che appena realizzato fu anche battezzato.
Edificio che rispetto a quello di Bilbao è in un’area centrale della città ma si innesta completando “così il disegno che Alvar  Aalto aveva previsto per le sponde del lago Kamppi:  una serie di grandi attrezzature pubbliche che si specchiano sull’acqua e come “perle di una collana” punteggiano l’accesso verde alla città.” (Saggio02, pag.353)

Vedi Post sul mio Blog:

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Riguardo all’edificio simbolo, nell’articolo (Antonino Saggio, La via dei simboli, Coffee Break, 15 dicembre 2000)

il Prof. A. Saggio elenca più ragioni, per le quali Utzon abbia dato vita ad un’opera di così tale valenza simbolica, uno “è che in Utzon, velista come Piano e Erskine, c'è un interesse verso le forme naturali del volo e del movimento.”


Questa frase mi ha ricordato la con-cattedrale di Taranto (in questo caso un edificio religioso), progettata da Giò Ponti nel 1970 “la Vela di Giò Ponti”,

commissionata per prima a Pier luigi Nervi che rinunciò il 20 giugno del 1962.
Un edificio chiave della città di Taranto, divenuto effettivamente SIMBOLO.


Sotto riporto un estratto dall’articolo di Mariangela Martellotta

(Mariangela Martellotta, 1970 - 2010 LA CONCATTREDALE DI TARANTO, LA VELA DISEGNATA DA GIO' PONTI, COMPIE 40 ANNI, Grottaglieinrete.it, 6 dicembre 2010)


“Non mi sono mai dichiarata sulla religione, probabilmente perché sono credente ma non praticante, eppure ci sono cose che non riesco a spiegarmi, come l’emozione che mi da un’opera come la “Vela di Giò Ponti”, conosciuta più con il suo titolo di Concattedrale di Taranto.”


(Inaugurazione nel 1970 – tratta dal mensile DOMUS - 1971) immagine da qui


Nell’articolo c’è anche una citazione di Giò Ponti stesso:
“Mi ripetevo che l’architettura religiosa è prima un fatto di religione e poi di architettura, e pensavo alla grande suggestione religiosa delle chiese francescane, delle chiese romaniche, dei duomi e delle basiliche pugliesi, e di San Nicola e pensavo alla semplicità di Martina Franca. Ma pensavo che io dovevo dare di me stesso il meglio, perché Dio me ne aveva dato l’ingegno e perché dovevo ben dedicare i migliori frutti a Lui. E pensavo ce una chiesa è una chiesa, ed una cattedrale è una cattedrale, e che io dovevo dare il meglio di me stesso non solo ai fedeli d’una parrocchia, ma alla Cattedrale del popolo di Taranto, ed anche la popolo delle Puglie Ioniche, alla sua antica fede fedele, alla santa semplicità della sua povertà, ai suoi santi […]”

(lettera di Giò Ponti a mons. Motolese del 27 Agosto 1963).

(Giò Ponti sul cantiere della Concattedrale nel 1970 – tratta dal mensile DOMUS - 1971) immagine da qui

progettista anche del Pirellone di Milano

immagine di Alessandro Zuek Simonetti da qui

 

 

  • [n°5] La lunga Crisi l'Ottocento-----------------------------------------------------------------


La lezione argomenterà “la Lunga crisi dell’800”, il percorso dell’architettura dalla fine del 1700 agli inizi del 1900, le ricerche, l’influenze delle nuove tecnologie e delle politiche.


Partendo dalle visioni di Étienne-Louis Boullée, Claude-Nicolas Ledoux, la nascita dell'Ecole dex Polytechinique (fondata da Napoleone cercando di unire la teoria alla pratica), abbiamo introdotto la Rivoluzione industriale.

Fu l’invezione della macchina (che sostituirà gran parte della manodopera umana) ma soprattutto l’introduzione della MACCHINA A VAPORE nei processi industriali a determinare la vera svolta.

immagine da Wikipedia

“Per la prima volta la forza lavoro poteva essere prodotta artificialmente convogliando in movimento l’energia sprigionata dalle materie prime. Questo balzo tecnologico determinò un vero e proprio salto per l’intera storia umana e innescò conseguenze enormi. Innanzitutto la migrazione massiccia di popolazione dalle campagne alle città, con la formazione di un proletariato urbano con nuove esigenze e bisogni. Poi la presa di coscienza dei diritti dei lavoratori, il diffondersi del pensiero socialista […]”

(Saggio10, Antonino Saggio, Architettura e modernità, Carocci, 2010)


In questo piccolo stralcio, si sintetizza in grandi linee la crisi dell’800, che avrà riscontri in tutti i settori delle attività umane, con un po’ di ritardo e in un “processo tutt’altro che lineare” (Saggio10) anche nell’architettura.
Infatti, i primi ad essere investiti da questo radicale cambiamento furono i neonati ingegneri “inventori” che rinnovarono il campo delle costruzioni, partendo dalle necessità legate all’industria per “costruire i ponti e poi le fabbriche, gli edifici per le fiere, i mercati, le stazioni ferroviarie.” (Saggio10)
La seconda Rivoluzione industriale, ha inizio nel 1870, non ha caso nel 1871 dopo l’incendio di Chicago (alimentato dalle costruzioni in legno costruite con la tecnica del Balloons frame) la città fu ricostruita interamente in ferro e acciaio, con la particolarità che in nuovi edifici avevano nuove strutture ma vecchie facciate, la nuova architettura era ancora molto lontana.
Un altro filone corre parallelo alla scuola di Chicago è L’Arts and Crafts, la corrente fondata da William Morris che si circonda di architetti, artisti, letterati, favoleggiando una fase medievale. Una ricerca che voleva contrapporsi alla produzione in serie della macchina per ritornare ad un fare artigianale. La ricerca sarà caratterizzata dalla totalità che guarda indietro, con applicazioni nei campi della decorazione, (di stoffe, carte da parati), del design, ecc.


“Morris e sua figlia May furono tra i primi socialisti inglesi e lavorarono con Eleanor Marx e Friedrich Engels per far attecchire il movimento in Inghilterra. Nel 1883 Morris entrò a far parte della Social Democratic Federation e, nel 1884 fondò la Socialist League. Morris si trovò così a mediare tra i marxisti e gli anarchici socialisti, spaccatura che infine portò al fallimento della Socialist League. Questo lato della vita di Morris è ampiamente discusso nella biografia di E.P. Thompson William Morris. Romantic to Revolutionary.” (da Wikipedia)


immagine da qui

La fine dell’800 fu un periodo caratterizzato da molteplici stili, modificati, rivisitati, fusi insieme, una sorta di architettura cocktail come la chiama Philippe Daverio nel programma Passepartout nella puntata "Borghesi eclettici" del 3 Aprile 2011.
Agli inizi del ‘900, si sviluppo un vento che raccolse quasi tutta l’Europa in maniera leggermente differente, fu il vento dell’Art Nouveau (in Francia), Stile Liberty (in Inghilterra), Modernismo (in Spagna), Liberty (in Italia), Jugendstil (in Germania), Nieuwe Kunst (nei Paesi Bassi), Styl Młodej Polski (in Polonia), Style sapin (in Svizzera), Sezessionstil (in Austria). Uno stile totalizzante come l’Arts and crafts, ma proiettato in avanti, con l’uso dei nuovi materiali, “uno slancio filiforme, elegante, iperdecorativo che si ispira alla natura pervade la grafica, l’architettura, gli oggetti d’uso, la moda.” (Saggio10)


Casa di Victor Horta


Bisogna capire che l’influenza delle nuove tecnologie non avviene con la loro scoperta ma con la loro diffusione “di massa”, adesso tratteremo la diffusione della fotografia, in come ha cambiato la visione dei pittori della fine del XIX sec. e l’inizio del XX.
Una visione influenzata dalla serialità della catena di montaggio, dai tagli fotografici (Degas), dalla ricerca non foto realistica, anti prospettica (Cézanne), scientifica (divisionismo) verso l’Astrazione.
Una sintesi questa che tocca vari aspetti di come il modo di fare pittura si stato ribaltato, un salto decisivo “l’esercizio dello sguardo non propone una attività passiva, ma una attività che costruisce l’immagine e quindi in realtà propone un vero e proprio progetto di trasformazione”
(Saggio07, Antonino Saggio, introduzione alla rivoluzione informatica in architettura, Carocci, 2007)


Questa citazione riassume praticamente la logica analitica di cui dispone la pittura, che nella fase post fotografia ha assunto un valore aggiunto fondamentale per elevarsi e distaccarsi dalla mera rappresentazione realistica della Macchina fotografica.
“Cézanne non ha ritratto una montagna come era. Cézanne ha capito, dipingendo in quel modo, come il mondo avrebbe dovuto essere. E quel mondo Le Corbousier e Mies e Gropius lo hanno veramente costruito e noi veramente abitato.” (Saggio07)

"Il paesaggio, attraverso la rappresentazione pittorica, esso è anche, allo stesso tempo, autorappresentazione, autoritratto." (Saggio07)

Sotto riporto più versioni della "montagna" di Sainte Victoire di Cézanne

versioni di La montagna, Sainte-Victoire 1895–1902

 

 

  • [n°6] Il catalizzatore----------------------------------------------------------------------------------


Dopo la lezione “la lunga crisi dell’800”, concludiamo il primo ciclo di lezioni con “il CATALIZZATORE”, una lezione che si concentrerà sulle differenze tra architettura dell’era agricola e architettura dell’era industriale per capire meglio, il cambio di paradigma.
Studiare questo cambiamento ci servirà per comprendere il nostro passaggio nell’era informatica, soprattutto per delineare più in la le sue caratteristiche, usando gli stessi parametri che useremo adesso per due determinati periodi storici. Il Rinascimento per l’era agricola e la corrente del Bauhaus di Walter Gropius (a partire dal 1925 costruzione della sede di Dessau) per l’era industriale.

PRIMA ONDATA

Rinascimento

esempio: Palazzo Farnese Roma

FOTO: Valerio Galeone_Rosamaria Faralli

SECONDA ONDATA

Bauhaus 1925

Sede di Dessau

FOTO: Thomas Lehmann

Visioni

TOTALIZZANTE

 

FRAMMENTARIA

 

Idea di città

CHIUSA_PROTETTIVA

 

APERTA_ESPANSIVA

 

Architettura

BLOCCO_isolato a corte

APERTA_edificio che aggredisce la strada, la scavalca.

Programma

 

CELEBRAZIONE dei poteri: religiosi, politici, delle classi nobili.

 

 

CASE POPOLARI per l'operaio, figura cardine della rivoluzione industriale

 

Costruzione

CONTINUA

(lineare, muratura portante, arcate)

DISCONTINUA

(struttura puntiforme, plinti, pilastri)

Metodo

TIPOLOGIA

ANTI TIPOLOGICA

Espressione

REALISTICA

figure riconoscibili, nominabilli, categoralizzabili

portale, bugnato, timpano curvilineo, timpano triangolare, cornicione, ecc.

ASTRATTA

Astrazione della figura, cambio di nomenclatura

il tetto non è più tetto ma copertura, la finestra diventa vetrata, il portale diventa ingresso, ecc., una nomenclatura che racchiude in se più soluzioni formali.

Catalizzatore

CORNICE

richiude la visione, in una finestra prospettica.

 

 

FOTO da qui

TRASPARENZA

elemento che permette alla luce di entrare diffondersi e di conseguenza dare continuità interno-esterno, avere una visione non limitata, poter leggere i vari livelli dell'edificio in vertiìcale e in orizzontale. Anche un livello igenico, contro l'umidità.

FOTO da qui

Logo del Bauhaus 1922 con fotomontaggio delle vetrate della sede di Dessau.

BAUHAUS e il NUOVO METODO

CAMBIO DI PARADIGMA

KREISROT | Bauhaus Dessau | facade projection | from urbanscreen on Vimeo.

 

 

 

  • SECONDO CICLO Leonardo 01
  • [n°7] Il Computer--------------------------------------------------------------------------------------


Un po’ di storia del COMPUTER, parleremo: dei personaggi, i progettisti, gli inventori, le macchine meccaniche, quelle meccanico-elettriche (hardware), i software, la nascita dei sistemi operativi, le case di produzione

(IBM, Apple, Microsoft).


Il tutto parte da una “semplice” attività, quella del CALCOLO, strettamente collegata alle “parti” del corpo, non solo le 10 unità delle nostre mani, ma come unità di misura antropometriche. Il piede (foot) per gli antichi romani tutt’ora usato, i pollici (inch) e il braccio (fathom).


immagine da qui


Le parti umane come strumenti di misura, evoluti in “oggetti” di calcolo come le cordicelle annodate, il pallottoliere (tutt’oggi usato) ecc.
Un' evoluzione che arriva all’idea del primo calcolatore programmabile di Charles Babbage (scienziato proto-informatico), inventore della macchina differenziale e della macchina analitica.
Macchine puramente meccaniche, ma teoricamente e possibilmente innestabili in un contesto elettronico.
Le invenzioni, assieme alle teorizzazione delle logiche dei  processi computazionali come la logica binaria (inutilizzata ai sui tempi) di George Boole ("debitore" di Leibniz), attivarono processi che giungeranno alle strutturazione dell’Hardware.

0 1
sistema binario


Grazie alle ricerche di Babbage non solo sulle macchine, ma sulle schede perforate, che l’IBM agli inizi del’900 sviluppa il suo monopolio delle macchine di calcolo, partendo dagli annuari statistici formalizzati appunto nelle SCHEDE PERFORATE.


immagine da Wikipedia


L’IBM (International Business Machines Corporation) azienda leader nel settore del calcolatore elettronico:

elettricità, condizione booleana (SI/NO).
Usò i sistemi a valvola, ma negli anni ’50 la tecnologia mette in campo nuovi prodotti come il TRANSISTOR (dispositivo a semiconduttore largamente usato sia nell'elettronica analogica che nell'elettronica digitale., da Wikipedia), fino ad arrivare al CHIP (componente elettronico che integra al suo interno un intero circuito elettronico (da Wikipedia).

 

immagine da dagomari

 

Ma come sempre non sono le nuove tecnologie a cambiare il paradigma precedente ma la loro metabolizzazione ed elaborazione tramite le nuove IDEE, questo avviene a San Francisco, precisamente nella Silicon Valley anni ’50 inizi anni ’60, BOOM nel ’68.


immagine da qui

Come nel Rinascimento italiano, una manciata di menti in California sull’onda dei cambiamenti  della società e dei suoi costumi, danno vita non solo ai primi personal computer, ma all’idea che il COMPUTER E PER LE PERSONE E NON PER CONTROLLARLE. Computer prima di allora accessibili solo alle grandi aziende per catalogare informazioni e produrre risultati.

immagine da Lezione Prof. A. Saggio


“quella scintilla di ribellione contro il grande fratello che ci controlla”

citaz. da il film “I pirati della Silicon Valley” 1999


I primi Personal :  1975-Henry Edward Roberts ,ALTAIR 8800, 1976-Steve Jobs e Steve Wozniak, Apple I, 1977- Apple II, 1980-Apple III.

immagine da Lezione Prof. A. Saggio, di Margaret Wozniak

 

Arrivati  negli  anni ’80 la ricerca Hardware, fu messa in ombra da una nuova, quella SOFTWARE, che cercò di interfacciare l’utenza in un modo più semplicemente e meno macchinoso appunto.
La svolta si ebbe con una codifica delle istruzioni in un pacchetto completo, l’ MS DOS progettato da Bill Gates, uno dei  SISTEMA OPERATIVI più completi e funzionali.

 

 


Sotto il video ,da il film “I pirati della Silicon Valley” 1999, tratta il momento in cui B.Gates concede in LICENZA il sistema operativo.

 

da il film “I pirati della Silicon Valley” 1999


Successivamente fu L’INTERFACCIA il problema da risolvere, su Wikipedia si legge questo:

“ il cofondatore dell'Apple  Steve Jobs decise di lanciarsi nel progetto di un'interfaccia grafica dopo una visita al PARC autorizzata dalla Xerox. La Xerox autorizzando Jobs a visitare i laboratori fece un regalo straordinario all'Apple (anche per questo molti ingegneri furono fin dall'inizio contrari alla visita di Jobs).”senza fonte

info su XEROX
Xerox Palo Alto Research Center (Xerox PARC) è la più famosa divisione di ricerca della Xerox Corporation, con sede a Palo Alto (California), negli USA. Venne fondata nel 1970 ed è stata separata dalla compagnia madre nel 2002.
Xerox PARC è stato l'incubatore di molti componenti dei moderni computer, inclusi molti aspetti delle interfacce grafiche (GUI), il mouse [1] (il 27 aprile 1981), programmi di composizione di testi WYSIWYG ("ottieni quello che vedi sullo schermo"), le stampanti laser, i computer desktop, il linguaggio Smalltalk, gli ambienti di sviluppo integrati, le reti Ethernet e i linguaggi di descrizione di pagina (precursori del PostScript). (da WIkipedia)

S. Jobs, assieme ad una quindicina di persone, studia, progetta e produce


“il Mac originale (Macintosh, successivamente chiamato Macintosh 128K) è stato il primo computer con interfaccia grafica e mouse di serie a conquistare un vasto pubblico di utenti e a entrare prepotentemente nel mercato.[1] Con questo grande successo Apple riscattò l'iniziale tiepida accoglienza riservata all'Apple Lisa, il suo predecessore, e dimostrò che l'idea del concetto di scrivania virtuale, che si basava su di una interfaccia WIMP (Windows, Icons, Mouse, Pointer) era vincente.
Con questa mossa, Apple riuscì a dimostrare che il paradigma WIMP veniva apprezzato a livello mondiale anche da neofiti o da professionisti che non fossero addetti del settore dell'informatica, che un'interfaccia grafica faceva presa e attirava la curiosità di grandi masse, e che, infine, la semplicità e intuitività del concetto di mouse associato a una GUI desktop (appunto "scrivania" in inglese) apriva finalmente l'informatica domestica, hobbystica e professionale a un pubblico che, fino a quel momento, era stato timido e restio ad avvicinarsi a quel "misterioso" oggetto (così allora veniva considerato) che è il personal computer, visto come strumento di élite e non di uso comune.”


Leander Kahney. Il culto del Mac. Milano, Mondadori informatica, 2004  


immagine da qui, di Paolo Petrone

Lo schermo aveva quindi una mappatura, precisamente una BIT MAPPATURA, dove il pixel era l’unità minima che veniva “bucata”, per scrivere, disegnare ecc.
Questa svolta era seguita dalle finestre (idea Xerox), ogni finestra diventava un nuovo foglio con nuove informazioni e soprattutto il rapporto con lo schermo veniva integrato con il MOUSE, puntatore che sostituiva in parte l’uso della tastiera fino ad allora unico strumento di interazione.


Link alla Storia del Mouse del Prof. Saggio

 

Evoluzione del MOUSE

 

Evoluzione del DISPLAY

 

Un pò di visioni a cura di COMING INCORPORETED

Per quest'ultima raccolta video ringrazio Christian de Poorter curatore di FUTURIX.it

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APPROFONDIMENTI

 

 

In questa sintesi sicuramente ho dimenticato personaggi, invenzioni e idee, ma consiglio un buon libro che parla e cerca di far capire la nuova concezione del mondo “Rivoluzionaria” e come si sviluppa in California/ San Francisco/ Silicon Valley.

 


Il libro è “MONDI VIRTUALI” di Benjamin Wooley 1993

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  • [n°8] Leggere & Fare Presentare---------------------------------------------------------------

 


CONSEGNA AUTORITRATTO, per vedere le altreversioni vai alla pagina ABOUTme

 

L'ispirazione di parte dell'autoritratto è venuta da Dan Mountford

nel suo 2000+ FAVS :) // Double exposure // Vector

 

Tutti gli autoritratti del Corso

 

 

 

 

  • [n°9] Dentro i Bits-------------------------------------------------------------------------------------


 

LEONARDO 01
La lezione nove parlerà dei PIXEL, o Pel (abbreviazione), unità minima per la digitalizzazione delle immagini.
http://it.wikipedia.org/wiki/Pixel
La struttura del sistema parte dallo schermo bit mappato 1984, elaborato nella Apple, con il grande contributo di Bill Atkinson, ecco Mac Paint (primo programma per disegnare basato su un interfaccia grafica)
http://it.wikipedia.org/wiki/MacPaint

VEDI lezione n°7 il Computer


Realizzato con MacPaint da Jim DeVona per celebrare la donazione dei sorgenti del software al Computer History Museum da parte di Apple.

 


Alcuni dei primi programmi per disegnare, fonte: http://www.maclovers.com/antiquariato/hello131.htm


IL PIXEL è INFORMAZIONE, quest’affermazione è vera, perché il dato pixel vive nella convenzione RASTER (reticolo, griglia), una fitta trama che razionalizza l’ immagine in quadratini, che portano con se delle informazioni di grandezza, di colore, di profondità.


Gli ultimi tre parametri sono fondamentali per la comprensione del mondo raster:


  • la DEFINIZIONE, cioè i DPI (acronimo di dots per inch, punti per pollice) dell’immagine,  72dpi (per lo schermo del computer) , 150dpi (per la risoluzione stampa da plotter) e 300dpi (per immagini tipografiche) dpi aumentabili grazie ad operazioni di interpolazioni dell’immagine tramite qualsiasi programma grafico.

vedi video


Video per comprendere la semplice operazione: http://www.youtube.com/watch?v=NT9j0O4kyrg

 


  • il COLORE, strutturato tramite un modello matematico che permette di definire i colori con dei numeri, i modelli di colore più usati in informatica: RGB (red, green, blue) per uso digitale,  CMYK (cyan, magenta, yellow, key black) per la stampa.


fonte immagine

fonte immagine


  • la PROFONDITA’ definisce l’accuratezza del colore, la gamma, cioè i bit per pixel.
    la tabella elenca le varie possibilità di colori, all'aumetare dei BIT
BIT per pixel

Numero di colori che è possibile assegnare al pixel

1

2^1 = 2

2

2^2 = 4

4

2^4 = 16

8

2^8 = 256

16

2^16 = 65,536

24

2^24 = 16,777,216

 

 

Fonte: http://msdn.microsoft.com/it-it/library/at62haz6(v=vs.80).aspx

 

 

 

 

 

  • [n°10] Architettura e presenze delle superfici---------------------------------------------


 


Non a caso la lezione inizia con le immagini di Albrecht Dürer,  che dedicò parte della sua ricerca alla prospettiva, riportando la realtà tridimensionale su un piano (una SUPERFICIE appunto) in due dimensioni.


http://archiviomacmat.unimore.it (sul prospettografo)

Osservando la struttura dei Prospettografi non si può fare a meno di notare che lo studio dell’immagine è razionalizzata in una griglia, molto simile allo schermo bit mappato della lezione precedente.


La superficie, come strumento portatore di immagini, come una pelle, come un vero e proprio schermo, come pixel a scala architettonica. 

Il tema interessantissimo  ci pone molte quesiti, sull’uso della superficie in architettura.
Nel nostro campo quest’ultima gioca un ruolo cruciale, perché compone volumi e di conseguenza spazi facendo da tramite nel rapporto interno-esterno dell’edificio.

UNSTUDIO progetto della Galleria Cheonan (il link porta all'articolo di Beatrice Vegetti) . Facciata mediatica e flussi dinamici


In parte della storia contemporanea, la decorazione della superficie divenne la chiave del fare dell’architetto come nel caso di Robert Venturi (vedi  Decorated shed)

Senza nulla togliere all'architetto Venturi e gli innumerevoli studi sulla visione-osservazione disattenta dalla vettura in transito, magari con soluzioni discutibilissime.

immagine da qui

foto base da qui, la post_produzione è per sottolineare quello che si vede dal parabrezza

La nostra ricerca ci porterà più a fondo, cercando di “reificare” nell’architettura lo spirito (nel nostro caso) della information tecnology che non è la pubblicità-comunicazione alla Times square.

foto di heymynameispaul: Time Square in 11 degree


La superficie diventa il modo di esprimere quello che sta succedendo, la trasformazione dei nostri modi di lavorare, giocare, relazionarci, ecc.
Infatti , la ricerca architettonica progetta le sue pelli come se fossero schermi bit mappati del computer, modulazioni che cambiano colore, che si aprono e chiudono per gestire l’illuminazione naturale;

vedi Herzog & de Meuron nel progetto dell’Allianz Arena a Monaco di Baviera

 

Jean Nouvel nei progetti dell’Istituto Arabo a Parigi 

e della Torre Agbar a Barcellona

 

Toyo Ito con la Torre dei Venti a Yokohama

 


Non mi soffermo a commentare i vari progetti ma, mi  soffermerei su uno degli approfondimenti della lezione del Prof.Saggio, in particolare quello di BLU, artista bolognese che lavora da ’99, non solo in Italia ma ha all’attivo moltissime collaborazioni internazionali, sotto una con David Ellis, nel piccolo paese Grottaglie.



video girato nel mia cittadina Grottaglie (TA), durante il FAME Festival, promosso dallo studio CROMIE.
post nel mio BLOG


Anche il direttore artistico del Museum of Contemporary Art di Los Angeles, Jeffrey Deitch, commissionò un opera su una delle pareti esterne, perché chiaramente Blu non voleva proprio entrarci nel museo.
Lo sbadato direttore senza chiedere alcun bozzetto preliminare da il via libera, ritrovandosi così una cascata di bare con sopra dollari al posto della bandiera americana.
I significati sono molteplici per comprendere l’opera, ma io non mi pronuncio, comunque il Sig. Deitch, lo fa immediatamente coprire cercando delle scusanti senza fondamenta.
Leggi l’articolo: http://www.undo.net/it/argomenti/1292934396


Sottolineare questo, perché Blu ha REIFICATO nel suo fare artistico (perché di arte stiamo parlando), i problemi sociali, politici, economici, nella sua particolare linea “minimal”; facendo delle superfici urbane e metropolitane le sue “tele” di enormi dimensioni, degli urli ,dai decibel pari ai metri quadri che ricopre con la vernice.  

 

 

 

 

 

 

  • [Tema d'anno UGL] Imprinting -----------------------------------------------------------------


Roma e le sue origini tettoniche, storiche che hanno determinato la sua struttura, il suo IMPRINTING, la lezione inizia con lo studio del territorio laziale e i suoi vulcani (il vulcano LAZIALE e SABATINO) che hanno dato origine ai laghi vulcanici.

Una caratteristica che sottolinea la stratificazione di ROMA non solo a livello di CROSTA terrestre, ma archeologiaca precedende l'impero Romano, più layer sovrapposti, senza dimenticare quello del verde che nella città di Roma è stato ed è sempre presente.

immagine di giovanni Battista Piranesi

Il Prof. Antonino Saggio, parte dagli Etrusci, civiltà poi integralmente inglobata da quella Romana, per convalidare la teoria della SEZIONE, che parte proprio dal popolo del tirreno, nel loro stretto rapporto con il terreno, sviluppando il tema dello SCAVO e del SOLCO.

Quest'ultimo tema viene esplicitato nelle Vie Cave Etrusche a Pitigliano, Sovana e Sorano (vedi video sotto), tagli nella roccia tufacea, dalla destinazione funzionale ancora non definita, molti pensano ad un sistema idrico per far defluire le acque piovane o semplicemente di strade, anche se non si può non notare un velo di misticismo.

 

Rimando alla lezione del Prof. Antonino Saggio >>

Urban Green Line™ + Urban Voids™

 

UrbanGreenLine™ è un anello ecologico ed infrastrutturale di circa tredici chilometri che intende connettere le due aree a scala metropolitana del Parco archeologico della Caffarella e del Parco di Centocelle. Il suo sviluppo è costituito da 21 tratti di strade esistenti a ciascuna delle quali è associato un progetto che ne valorizza, sia localmente sia globalmente, l'impatto. La presenza della UrbanGreenLine™ collega inoltre molti progetti di UrbanVoids™ e sviluppa le caratteristiche complessive del contesto urbano di intervento. La mobilità attraverso una linea tranviaria di nuova concezione diventa così la forza trainante di una vasta sovrapposizione di interventi e di finalità e una proposta progettuale di grande interesse per la città.

UGL™ è proposta alla città di Roma attraverso un lavoro diretto dalla Cattedra di Antonino Saggio, Facoltà di Architettura Università Sapienza di Roma. Si articola in progetti architettonici e urbani, in ricerche, in pubblicazioni, in tesi di laurea e dissertazioni dottorali che lavorano in maniera coordinata sin dal 2007 ed hanno coinvolto ad oggi più di cento individui ed esperti nei vari ruoli di relatori, amministratori e politici, assistenti, dottorandi, galleristi, progettisti architetti, laureandi e studenti. Rispetto a UrbanVoids™, di cui è stato realizzato un Convegno, un Catalogo e una Mostra nel giugno del 2009, l’UGL™ segna un passo in avanti sia per la scala territoriale che affronta che per la logica sistemica che porta avanti.

Alle cinque componenti fondamentali della strategia dei progetti di UrbanVoids (living, exchanging, rebuilding nature, infrastracturing e producing) che interpretano la mixitè come caratteristica base del vivere contemporaneo, la UGL™ basa il suo sviluppo su altrettante principi guida, tanto più caratterizzanti perchè si applicano al tema della infrastruttura e della mobilità.

Sono:


1. MultiFunctionality

2. Systematic Green

3. Information Technology foam

4. Living Accessibility

5. Magic Crisis.

 

 

 

 

 

  • [Presentazioni SITI] ---------------------------------------------------------------------------------

 


corso ITCAAD11

Davide Balsanelli
davide.balsanelli@hotmail.it http://davidebalsanelli.blogspot.com/
http://www.wix.com/davidebalsanelli/left_right

Alessandra Bolli
alessandrabolli@gmail.com http://alessandrabolli.blogspot.com/
http://www.wix.com/alessandrabolli/1

Enrico Carnevale
<enricocarnevale@ymail.com> http://carnevalenrico.blogspot.com/
http://carnevalenrico.altervista.org/

Ivan Angelo De Cataldo
ivandecataldo@gmail.com http://ivandecataldo.altervista.org/
http://ivandecataldo.altervista.org/

Ilaria Di Clemente
<diclemente.ilaria@gmail.com> http://www.diclementeilaria.blogspot.com/
http://ilariadiclemente.altervista.org/

Gaetano De Francesco <gaetano87defrancesco@gmail.com>
http//gaetanodefrancesco.blogspot.com
http://www.gdfitcaad2011.altervista.org/

Giuseppe D'Emilio
<demidesign@tiscali.it> http://www.giuseppedemilio.blogspot.com/
http://giuseppedemilio.altervista.org/

Antonio De Pasquale
a.depasquale@hotmail.it http//antoniodepasquale.blogspot.com
http://adpcaad2011.altervista.org/

Tiziano Derme
tiziano.derme@gmail.com http://tizianoderme.blogspot.com/
http://dev.coon.it/projects/giropasta/derme.html

Umberto Di Tanna
<umbertoditanna@gmail.com> http://www.umbertoditanna.blogspot.com/
http://dev.coon.it/projects/giropasta/ditanna.html

Francesca De Santis
desantis.francy@gmail.com http//francydesantis.blogspot.com
http://fdesantis.altervista.org/

Karim Elgazzar
drako7@hotmail.it http://karimelgazzar.blogspot.com/
http://karimelgazzar.altervista.org/

Raffaele Foggetti
<raffaelefoggetti@gmail.com> http://raffaelefoggetti.blogspot.com/
http://www.raffaelefoggetti.altervista.org/

Denise Franzè
<denise.franze@gmail.com> http://maat-anima.blogspot.com
http://www.spaziosensibile.altervista.org/index.html

Giulia Gabellini
giulia.gabellini@gmail.com http://www.giuliagabellini.blogspot.com/
http://giuliagabellini.altervista.org/menu.html

Valerio Galeone
<valeriogaleone@libero.it> http://valeriogaleone.blogspot.com/
http://www.valeriogaleone.altervista.org/

Priscilla Gazzellini
prixilla85@gmail.com http://priscillagazzellini.blogspot.com/
http://priscillagazz.altervista.org/

Filomena Gigantiello
<filomena.gigantiello@gmail.com> http://filomenagigantiello.blogspot.com/
http://lagrandecrisi.altervista.org/

Matteo Gobbi
matteo.gobbi.85@gmail.com http://e-ducks.blogspot.com/
http://matteogobbi.altervista.org/ITCAAD2011/index.htm

Alessandro Lungo
<alessandro.lungo@gmail.com>
http://alessandrolungo.altervista.org/index.html

Benedetta Magrini
<benedetta.magrini@hotmail.it http//benedettamagrini.blogspot.com
http://benedettamagrini.altervista.org/

Fatima Marchini
<amytaf@gmail.com> http://expecto-patronis.blogspot.com
http://memocaad11.altervista.org/MySiteCAAD/

Elton Poda
<poda.elton@gmail.com> http://eltonpoda.blogspot.com
http://eltonpoda.altervista.org

Dario Pompei
arch.dariopompei@gmail.com http://dariopompei.blogspot.com
http://dariopompei.altervista.org/

Marta Roncetti
<marta.roncetti@gmail.com> http://martaroncetti.blogspot.com
http://martaroncetti.altervista.org/

Liborio Sforza
liborio.sforza@gmail.com liboriosforza.blogspot.com
http://liboriosforza.altervista.org/

Vittoria Spizzichino
<vittoria1987@hotmail.com> http://vittoriaspizzichino.blogspot.com/
http://vittoriarch.altervista.org/

Valerio Visagli
<visaglivalerio@gmail.com> http//visaglivalerio.blogspot.com
http://valeriovisagli.altervista.org/

Giorgia Vernareccio
giorgia.verna@gmail.com
http://gioverna.altervista.org/

Augusto Tilia
<tilia.augusto@gmail.com> http://tiliaaugusto.altervista.org/

Agnese Trinchera
<agnesetrinchera@gmail.com> http://agnesetrinchera.blogspot.com/
http://agnesetrinchera.altervista.org/

 

 

 

 

  • [n°11] Vettori--------------------------------------------------------------------------------------------

 


LEONARDO 02
Dopo la lezione nove in cui abbiamo parlato del sistema LEONARDO 01 (la costruzione del schermo bit mappato), svilupperemo un altro sistema partendo dai limiti del RASTER, per introdurre il mondo VETTORIALE.
Un mondo, quello vettoriale, che non si basa più su di uno schermo delimitato e bit mappato , ma su un sistema di riferimento assiale X e Y, dove gli elementi sono ENTITA’ e non una serie di pixel che bucano il foglio per somigliare il più possibile alla figura da disegnare.
Entità nominabili, modificabili, perché sono elementi non strettamente collegati al foglio di disegno, ma sono solamente APPOGGIATI, descritti matematicamente, parametricamente.

Dalla lezione del Prof. Antonino Saggio

Una descrizione delle entità geometriche, basata sulle coordinate X,Y,Z.

Punto=

0; pen 0.000 0.000 0.000
1; point -182.000 188.000 0.000
2; return 0.000 0.000 0.000
 

Linea=

0; pen 0.000 0.000 0.000
1; start -395.000 203.000 0.000
2; line -171.000 145.000 0.000
3; return 0.000 0.000 0.000

Rettangolo=
0; pen 0.000 0.000 0.000
1; fill 65535.000 65535.000 65535.000
2; normal 0.000 0.000 1.000
3; polygon -406.000 254.000 0.000
4; polygon -406.000 64.000 0.000
5; polygon -252.000 64.000 0.000
6; polygon -252.000 254.000 0.000
7; return 0.000 0.000 0.000

Poligono=
0; pen 0.000 0.000 0.000
1; fill 65535.000 65535.000 65535.000
2; normal 0.000 0.000 1.000
3; polygon -392.000 25.000 0.000
4; polygon -339.000 -59.000 0.000
5; polygon -163.000 -83.000 0.000
6; polygon -98.000 23.000 0.000
7; polygon -164.000 131.000 0.000
8; polygon -285.000 156.000 0.000
9; polygon -397.000 65.000 0.000
10; return 0.000 0.000 0.000


Curva Parametrica
In matematica, una curva è un oggetto unidimensionale e continuo, come ad esempio la circonferenza e la retta. Una curva può giacere su un piano, nello spazio euclideo, o in uno spazio topologico più generale.
Una curva può essere pensata intuitivamente come la traiettoria descritta da un oggetto (puntiforme) che si muove con continuità in qualche spazio; non dovrebbe sorprendere quindi il fatto che per "catturare" nel linguaggio matematico quest'idea si faccia ricorso alle nozioni di funzione continua e funzione differenziabile.
(da Wikipedia)


Curva di Bézier
Le curve di Bézier furono largamente pubblicizzate nel 1962 dall'ingegnere francese Pierre Bézier che le usò per disegnare le carrozzerie delle automobili. Le curve furono realizzate nel 1959 da Paul de Casteljau usando l'algoritmo di de Casteljau.
Bézier stabilì un modo di realizzare le curve a partire da due punti e una linea vettoriale, un sistema innovativo che permette ancora oggi agli operatori grafici di realizzare disegni curvilinei bellissimi e precisi. Le curve di Bézier possono essere realizzate da molti programmi di grafica vettoriale come Inkscape, Gimp, Corel Draw, Adobe Illustrator, Adobe Photoshop o FreeHand, o di cartografia piana come OCAD.
(da Wikipedia)

Dire che una curva è determinata da una funzione continua e differenziabile significa che non può essere spezzata e "per ogni t (parametro descrittivo del percorso della curva) è definita una tangente alla curva in f(t): la tangente è il vettore delle derivate di f."

(vedi immagine sotto)

Sotto riporto uno screenshot (da Adobe Illustrator) di una Curva di Bézier e il file DXF della stessa

Il file sopra, esportato da Illustrator ha appiattito la curva di Bézier in una Poligonale, cioè una curva formata da più segmenti che la razionalizzano.

Infatti, aprendo il DXF con un qualsiasi software editor, verrà mostrato una lunga lista di descrizione di vari segmenti concatenati.

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Non a caso come consegna dopo lo studio del mondo vettoriale, abbiamo dovuto realizzare un Manifesto con taglio grafico che sintetizzasse, il lavoro svolto: lezioni, primo Concept, riflessioni sul Tempo (vedi lezione n°15)

Link alla sezione MANIFESTI del corso ITCAAD11

Ecco i miei Manifesti, il primo è quello consegnato

 

 

 

 

 

  • [n°12] Il mondo dei Layer--------------------------------------------------------------------------

 


La lezione completerà il discorso sui VETTORI, focalizzandosi su uno STEP cruciale:


IL COSTRUTTO DEI LAYERS


Partendo dalla nominabilità delle entità vettoriali, nascono i layers, cioè piani d’appoggio indipendenti e chiaramente nomenclabili.
Questa strutturazione aumenta a dismisura l’efficienza tecnica del programma, perché separando gli elementi avremo un controllo settorializzato potendo scalare, nascondere, duplicare ecc, i vari livelli.

Nato nel software vettoriali, dal 1994 anche nei raster come Photoshop.

Sotto riporto un mio video (realizzato con Photoshop) che sintetizza, il mondo dei layers.



Naturalmente l’efficienza tecnica a noi non interessa, ma bisogna cercare di capire l’importanza del contenuto semantico della parola LAYERS.
Gestire un progetto (nel nostro caso architettonico), significa comprendere a pieno ogni elemento di quest’ultimo potendolo dividere in sezioni, tipo: Layer strutture puntiformi, L. strutture continue,  L. funzioni, L. infissi e così scendendo nei dettagli.



TUTTI INDIPENDENTI MA COINCIDENTI.


Il tema dei livelli, nasce con Peter Eisenman precisamente nel 1978 nel progetto di Cannaregio, Town Square, che come poi vedremo sarà il precedente di molti altri non solo di Eisenman, ma anche Bernard Tschumi, Rem Koolhaas per non parlare delle seconde generazioni.


Cannaregio Town Squere Peter Eisenman 1978


Insomma adesso i Layer sono materia didattica per comprendere determinati processi progettuali.  
Ogni livello può descrivere e disegnare idee, rapporti, relazioni di contesto ecc., basti pensare agli studi urbanistici,


“(il verde, i percorsi, gli edifici forti e quelli deboli, le reti tecnologiche eccetera) nel quale ogni layer, o strato, è per un verso indipendente e per altro verso cospirante con gli altri nel creare la complessità del paesaggio urbano.”
(Affioramenti, da coffee break, di Antonino Saggio, 12 dicembre 2000)  


Sempre nell’articolo del Prof.Saggio leggiamo questo:
“Ora la bellezza del termine affioramento è nel suggerire un processo di disvelamento "al contrario". Come se il progetto si debba formare certo attraverso stratificazioni, ma invece che attraverso una modalità "dall'alto al basso" con una modalità dal "basso all'alto". Come un insieme di strati che affiorino, che emergano.

La differenza non è di poco conto perché implica la sostituzione di un pensiero "meccanico", evocativo del mondo artificiale dell'oggetto industriale, con una ispirazione che guarda alle complessità anti romantiche (difficili e complesse) del paesaggio contemporaneo."


Per comprendere il discorso dei layer in architettura, durante la lezione si è parlato di un famoso concorso, Il Parc de La vilette a Parigi, nonostante in quel caso il parco diveniva un foglio bianco e piatto dai contorni ben delinati, su cui appoggiarci “cose”.
Al concorso parteciparono in tanti : Daniel Libeskind, Rem Koolhaas, Bernard Tschumi, quest’ultimo lo vinse.


Tschumi propone  più livelli, completamente differenti fra di loro, ma perfettamente coincidenti:

un livello esplosione: frammenti di un grande cubo vengono distribuiti su tutto il lotto (dandogli delle funzioni) in una griglia ortogonale, 


un livello collegamenti: lunghi percorsi e pensiline che collegano i vari elementi rossi.

un livello edifici e uno sul verde.



È grazie a questo concorso con una particolare propulsione alla modernità che il discorso dei layers, sbarcherà nel dibattito architettonico contemporaneo.

 

 

 

 

 

 

  • [n°13] Peter Vector-----------------------------------------------------------------------------------

 

 

 

Non tenuta

Rimando alla lezione del Prof. Antonino Saggio >>

 

 

 

  • [n°14] Costruzione vettoriale del mondo---------------------------------------------------

 


LEONARDO 03


La lezione sarà un’estensione del Leonardo 02 in cui abbiamo parlato delle dimensioni XY, introdurremo la terza dimensione Z.
LEONARDO 3D (la creazione della tridimensionalità)
Cercheremo di capire come generare oggetti 3D, dividendo in famiglie le operazioni:
la famiglia delle ESTRUSIONI (logica dei profilati)  e quella delle ROTAZIONI (logica del tornio).

Partendo da un PUNTO, che non è altro che una posizione,

estrudendolo avremo una retta, poi dalla retta una superficie, dalla superficie un solido.

PRIMO ASSIOMA cerco un punto di gravità permanente (F.Battiato)

 

Sotto un'immagine di profilati per rendere meglio l'idea dell'operazione.

immagine da estrusioni roccafranca

 Con la rotazione avremo una circonferenza/ovale/ellisse estrudibili in volumi.

immagine da qui

SECONDO ASSIOMA no il triangolo no, non l'avevo considerato (R. Zero)

 

IL Triangolo come il minimo movimento chiuso, che ritorna su se stesso, figura statica per forma; la circonferenza minima infatto aumentando i segmenti si TENDE alla circonferenza.

immagine dalla lezione del Prof. Saggio


Questi processi generativi giungono a superfici e solidi, ma come sono razionalizzati a loro volta quest’ultimi? possiamo avere due grandi famiglie di superfici le NURBS e la MESH.
Le Mesh sono superfici approssimate da poligoni, aumentando quest’ultimi avremo una più alta definizione dell’oggetto modellato,

Progetto di un Centro Polifunzionale via Guidi Reni (vicino MAXXI, palazzetto NERVI, Auditorium Parco della Musica)

Visualizzazione Mesh

render realizzato conCinema4D

mentre le NURBS (Non Uniform Rational B-Splines) , sono superfici matematiche appartenenti alla famiglia delle curve di Bézier (vedi lezione n°11 vettori) modificabili con i punti di controllo.

Progetto di un Centro Polifunzionale via Guidi Reni (vicino MAXXI, palazzetto NERVI, Auditorium Parco della Musica)

Visualizzazione Nurbs

 

video personale


Inoltre i solidi, possiamo relazionarli fra di loro tramite le operazioni Booleane: unione, sottrazione positiva o negativa, intersezione.

Piccolo tutorial sulle operazioni booleane in Rhinoceros >>

 

 

 

  • [n°15] Tempo è-----------------------------------------------------------------------------------------


 

Per comprendere a pieno la lezione, elencherò subito le condizioni e caratteristiche che la strutturano, (sono tratte dall’articolo “Tempo prima dimensione dello spazio”, Coffee Break , 25 novembre 2004, articolo contenuto nel libro “Introduzione alla rivoluzione informatica in architettura”, Carocci, 2007, IRIA2007Antonino Saggio)


[1] IL TEMPO È LA PRIMA DIMENSIONE DELLO SPAZIO


[2] LO SPAZIO È UN INTERVALLO PERCORRIBILE


[3] PUNTO È CIÒ CHE NON HA SPAZIO, NÉ TEMPO


[4] OGNI SISTEMA DI RIFERIMENTO INFERIORE È CONTENUTO DA UNO SUPERIORE


[5] DA UN SISTEMA INFERIORE SI HA PROIEZIONE DI UNO DI LIVELLO SUPERIORE


[6] OGNI SISTEMA DI RIFERIMENTO È VALIDO AL SUO INTERNO E HA UNO SPAZIO E UN TEMPO AUTONOMO.


[7] IN OGNI SISTEMA DI LIVELLO SUPERIORE COESISTONO INFINTI SISTEMI DI RIFERIMENTO DI LIVELLO INFERIORE.


Iniziamo dalla prima condizione il TEMPO prima dimensione dello spazio, per capire prenderemo come esempio un famoso libro pubblicato alla fine dell’800, Flatland: A Romance of many dimensions, scritto da Edwin A.Abbott.

immagine da qui


“Flatlandia è uno spazio a due dimensioni (un piano cartesiano), in cui vive il quadrato, protagonista base del libro. In questo spazio vivono altre figure geometriche che si muovono tutte come vermi piatti e che non conoscono altro che il piano a due dimensioni.
Ora una figura, poniamo il quadrato, potrebbe avere cognizione di tutte le altre figure – triangoli, cerchi, poligoni – non per il fatto che essi hanno lati luminosi colorati, appunto come sostiene Abbott, ma bensì “circumnavigandole” percorrendone il perimetro e quindi facendo entrare il tempo come prima dimensione dello spazio!”
(IRIA2007, Antonino Saggio)


Questi due periodi ci fanno comprendere a pieno il concetto che il Prof. Saggio ha escogitato,come egli stesso sottolinea nella nota 1 del capitolo del Tempo nel libro, (IRIA2007, Antonino Saggio) il tempo è alla base per comprendere in che spazio noi viviamo.


In un altro esempio ancor più semplice, partendo dal punto estrudendolo in una solo dimensione, sottolinea il fatto con non è l’unica dimensione che ci definisce lo spazio, ma è il tempo di percorrenza a definire l’unica dimensione e di conseguenza la spazio. [2] LO SPAZIO È UN INTERVALLO PERCORRIBILE


[3] PUNTO È CIÒ CHE NON HA SPAZIO, NÉ TEMPO, per Euclide “il punto è ciò che non ha parti”, il Prof. Ne fa metafora con il buco nero in astrofisica citando Hawking, che a sua volta cita sant’Agostino “che il tempo era una proprietà creata da Dio, e che quindi prima dell’inizio dell’universo il tempo non esisteva”


[4] OGNI SISTEMA DI RIFERIMENTO INFERIORE È CONTENUTO DA UNO SUPERIORE

[5] DA UN SISTEMA INFERIORE SI HA PROIEZIONE DI UNO DI LIVELLO SUPERIORE


Per capire questi due assiomi, basta guardare l’immagine sotto, parliamo sempre del libro Flatland, quando la sfera fa visita nel mondo 2D dove vive il quadrato, che essendo in due dimensioni non percepisce la sua presenza ma vede delle sezioni circolari che aumentano e diminuiscono al passaggio della sfera nel piano.

immagine gif da qui

ESPERIMENTO estratto dall’articolo “Tempo prima dimensione dello spazio”, Coffee Break , 25 novembre 2004, articolo contenuto nel libro “Introduzione alla rivoluzione informatica in architettura”, Carocci, 2007, IRIA2007Antonino Saggio)


“Eseguiamo per capire meglio questo esperimento, ne ho una particolarmente orgogliosa paternità. Prendiamo un foglio di carta e tracciamo una retta tra A e B e chiamiamo questa retta "T". Ora immaginiamo di essere in un mondo solo a due dimensioni, non esiste altro, non è possibile conoscere altro che il mondo a due dimensioni del foglio. Immaginiamo di essere una specie di verme piatto e di poter conoscere e praticare solo la dimensione del piano. Come abbiamo detto "T" è conosciuto come intervallo temporale, ed è quindi contemporaneamente uno spazio possibile che ha tra l'altro la caratteristica di essere il più efficiente possibile per unire tra A e B.
Ora cominciamo a curvare il foglio, prima leggermente, poi in maniera più marcata. Come è noto la lunghezza T, anche se curva, non varia. Il modo di andare da A a B rimane sempre segnato dalla stessa linea (anche se è diventata una linea curva). Ora continuiamo a curvare il foglio fin "quasi a" far toccare i punti A e B. Di nuovo essendo confinato alle due dimensioni quella linea "continua" curva è il modo più breve di collegare A e B. Ma ecco il grande passaggio: immaginiamo di saltare fuori da quel mondo a due dimensioni e di guardare al foglio incurvato da un mondo a tre dimensioni. Vedremo subito, guardandolo da fuori, che la maniera più breve di andare da A e B non è lungo la retta curva T, ma tracciando una nuova retta "t" che collega i punti A e B nello spazio e che si muove appunto in un altro SISTEMA DI RIFERIMENTO (quello dello spazio a tre dimensioni xyz) rispetto a quello a due del foglio.
Vedendo il tutto da un'altra dimensione, non solo si risolve diversamente il problema, MA QUELLO CHE È EVIDENTE È CHE SONO PROPRIO I TEMPI ad essere diversi (t è molto più corto di T). Ed essendo i tempi diversi, lo sono anche gli spazi (diciamo almeno la logica dello spazi) diversi visto che t è diversa da T ed è un nuovo modo, più efficiente, di unire A e B. Ecco dunque dimostrato che non vi è affatto uno spazio e un tempo assoluto ma che ciascun sistema è spazio temporalmente autonomo e dipendente dal sistema di riferimento usato.
Questa diversità dello spazio e del tempo nei sistemi di riferimento diversi è provata qui in assenza di moto reciproco, caratteristica che distingue questa dimostrazione da quella della relatività ristretta di Einstein.”


Questo esperimento ci fa capire come le percezione di nuovi SPAZI per essere vissuta ha bisogno della figura del SALTO, da A a B in questo caso creando uno spazio in tre dimensioni.

immagine di Benoit Sokal "The Amerzone", riferimento al capitolo 6, paragrafo 2 del libro introduzione alla rivoluzione informatica in architettura, Carocci 2007, Antonino Saggio


Il tema del SALTO può aprire infinite strade partendo dal presupposto che le dimensioni sono infinite e di conseguenza potremo interconnetterci con più spazi, come oggi le nuove protesi tecnologiche fanno con il TEMPO REALE, che ci permette di comunicare da una parte all’altra del nostro pianeta.


Basti pensare alla semplice telefonia mobile, o allo sviluppo che internet ha portato in progetti come l’EUROPEAN PLACE, le grandi piazze d’Europa collegate fra di esse tramite grandi schermi, tipo da Piazza Duomo a Milano posso vedere quello che succede a Potsdamer platz a Berlino, il tutto in scala reale.
Sarebbe anche molto interessante cercare di creare degli schermi interattivi in modo da far comunicare la gente, creando così un vero e proprio salto dimensionale.

 

 

 

 

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CURIOSITA'

Per rimanere nel tema Flatland e il WEB, non tutti sanno che sulla piattaforma YouTube si può anche giocare oltre che guardare video, seguire tutorials ecc.

Infatti sul Tubo si gioca a snake, famosissimo gioco in due dimensioni, dove bisogna far mangiare un serpentino che cresce a dismisura fino ad occupare tutto lo schermo.

Per giocare è molto semplice, basta aprire qualsiasi video, premere pausa e poi freccia su o giù, freccia sinistra e sul video apparirà il serpentino in movimento, geniale VERO! provateci.

 

 

 

  • [n°16] Masse traiettorie collisione--------------------------------------------------------------


 

 

Alcuni punti fondamentali prima di iniziare: nonno ferramenta, secondo nome Owen (come Robert Owen, imprenditore, sindacalista gallese, considerato uno dei primi socialisti), pop art.

 


Frank Owen Goldenberg (diventato poi Gehry), inizia la sua carriera a Los Angeles, dove la famiglia si trasferisce nel 1947, Frank Gehry si laurea e, lavora nello studio Victor Gruen Associates. Poi frequenterà la Harvard Graduate School of Design nel Massachussetts, sull’onda del mito dell’ubanistica degli anni ’50.
Negli anni ‘60 va in Europa, studia i grandi architetti europei, attratto dall’architettura Romanica francese e inglese, ritornerà in America solo nel ’62, dove aprirà uno studio a Santa Monica .
Nei decenni ’60/’70, sarà attratto e frequenterà i flussi artistici di quegli anni, tra cui la Pop Art (la Popular Art, sottolineo perché poi avrà risvolti nella sua filosofia Cheapscape) e progettando una serie di case per artista, tra cui:

Casa Studio Danziger, Hollywood 1964-1965
Casa-Studio Davis, Malibu 1968-1972
Casa Wagner, Malibu 1978
Casa Familian, Los Angeles 1978

vedi immagini dei progetti link lezione Prof. Saggio >>


Infine e non per ultima la propria, progetto cardine del suo lavoro perché determinerà l’inizio di un nuovo processo, assieme a molteplici crisi personali (entra in analisi, si sposa per la seconda volta e soprattutto CHIUDE lo studio)
Casa Gehry, Santa Monica 1978

immagine da qui


ASSEMBLARE, verbo sicuramente donatogli dal Nonno (ferramenta), che ben descrive e chiarifica il risultato finale della propria casa a Santa Monica.
Gehry assembla materiali diversi, “Gli interni sono continui, drammatici, teatrali; i materiali, grezzi e industriali, si insinuano dai fronti agli spazi interni: addirittura l'asfalto stradale diventa il pavimento della cucina.”(da lezione Prof. Saggio)


Successivamente progetterà la Casa Spiller, Venice 1978-1979, progetto interessante strutturato in due appartamenti, uno per il proprietario e un altro più piccolo per l’affittuario che pagherà  il mutuo della casa, anche questa casa risente del verbo assemblare, soprattutto nella parte superiore, dove lucernai, pannelli solari, avvolgono il grigio parallelepipedo di lamiera sottostante.
Con la Casa per un Film Maker, Los Angeles 1981, apriamo il discorso su SPAZIARE, elementi separati che riempiono lo spazio, indipendenti ma complementari, importante anche perché un progetto scomposto può essere costruito in fasi temporali differenti, come farà nel campus della Loyola Law School, Los Angeles 1978-1991
Come anche il Padiglione ospiti, Residenza Winton, Wayzata (Minnesota) 1983-1987, quattro figure totalmente differenti per forma e colore, imperniate in uno spazio comune (come poi sarà il Guggenheim di Bilbao), quasi una figura morta di Morandi.

 

 

 

 

 

 

 

Alla fine degli anni ’80, assieme a Claes Oldenburg, progetta il Museo California Aerospace, Los Angeles 1982-1984 , gli Uffici Chiat/Day/Mojo, Venice 1975 e 1986-1991 ,il Ristorante Fishdance, Kobe, Giappone 1986-1987, progetti con elementi di landmarks un po’ stravaganti sul borderline chic.


Ma il vero step, avviene con il Museo VITRA 1989, “Le traiettorie nello spazio, la capacità di sagomare masse sinuose e dinamiche che rimbombano nell'aria e deformano l'atmosfera, le linee forze e le collisioni ricordano la plastica futurista. È architettura o scultura? Domande irrilevanti per Gehry, cui aveva già risposto Boccioni. "Nessuna paura è più stupida di quella che ci fa temere di uscire dall'arte che esercitiamo. Non v'è pittura, né scultura, né musica, né poesia, non v'è che creazione."” (da lezione Prof.Saggio)
Il tema del FONDERE, sembra nascere dalle linee forza/traiettoria di Umberto Boccioni, in particolare nella sua scultura FORME UNICHE DI CONTINUITA’ NELLO SPAZIO, sotto riporto un fotomontaggio, realizzato da me.


Senza dimenticare la Sede degli uffici nazionali olandesi, Praga 1992-1997, la famosa ballerina, definita così proprio per il suo elegante avvolgersi risolvendo l’angolo dell’isolato.

immagine da qui


Prima di giungere al suo capolavoro, dobbiamo ricordare il progetto per l’auditorium Walt Disney, Los Angeles 1988, un progetto dalle grandi dimensioni, che porterà avanti grazie a software avanzati come il CATIA (Computer Aided Three dimensional Interactive Application).

immagine da qui


Infine, il Guggenheim di Bilbao, simbolo dell’architettura contemporanea, di una città risanata economicamente, socialmente, urbanisticament da questo progetto, cattedrale moderna, con campanile come punto di riconoscimento vicino l’asse stradale che sovra passa il museo.
Un impianto come detto prima, simile al Padiglione ospiti (Residenza Winton, Wayzata) dove tutti gli elementi confluisco in uno spazio comune, in questo caso nel grande atrio dall’altezza di 50 metri, da cui partono tutte le ali del museo, naturalmente eterogenee fra di loro.

immagine dal sito ufficiale del Museo

Nei sui ultimi lavori ci sono gli infiniti progetti per la Casa Lewis, Clevaland, Ohio 1989-1995, e l’atrio fluido di DZ Bank, che inonda lo spazio entrando in forte rapporto dialettico con l’ortogonale modulazione delle pareti perimetrali.

immagine da qui


"Frank Owen Gehry emerge nello scenario internazionale dell'architettura con un opera del 1978. È la ristrutturazione della sua casa a Santa Monica nella quale, sostanzialmente d'improvviso, un cinquantenne professionista rivela a se stesso e al mondo un sentire nuovo: gli scarti, i rifiuti, la periferia tormentata diventa il centro di una nuova estetica. È una rivoluzione per l'architettura perché Robert Venturi, pur teorizzando da anni la necessità di una apertura alla società di massa, non era riuscito a proporre costruzioni che superassero ironici e intellettualistici connotati neodecorativi. Gehry capisce invece che il ribaltamento deve essere totale. Affonda la sua ricerca non solo nella pop-art, ma anche nel neo espressionismo americano di Pollock e di Rauschenberg e su questa via affronta il problema del non-finito, dell'imperfezione e del mutamento quali basi della nuova sensibilità."

(NUOVE RETI. FRANK GEHRY A TIMES SQUARE  di Antonino Saggio
       pubblicato su "Il Progetto" n.2, febbraio 1998 (p. 17). )

 

link alle pagine della lezione su Frank Owen Gehry del Prof. Saggio

Assemblare
Spaziare
Separare
Fondere
Fondere
Liquefare

 

 

 

 

 

  • [n°17] Modelli 1-----------------------------------------------------------------------------------------


 

LEONARDO 04


Entriamo nel quinto ciclo, in questa lezione parleremo del LEONARDO 04, non pixel, non vettori 2D, non vettori 3D, ma un MODELLO.


Un foglio strutturato in righe e in colonne, dove ogni casella è un VASO CONTENTENITORE, sia di più dati testuali, sia di più dati numerici e naturalmente metterli a confronto per avere dei risultati, naturalmente determinando le varie operazioni da fare.


Facciamo un esempio anche per comprendere il linguaggio dei fogli di calcolo, in inglese spreadsheet.
Una griglia 9x9, ci sono 10 entità nella casella A1, 15 entità nella casella A8, voglio la somme di entrambe nella casella A10.
La nomenclatura per scrivere l'operazione nel linguaggio spreadsheet è questo:


A1: 10
A8: 15
A10= A1+A8


I vantaggi che si possono avere sono infiniti:


  1. ogni casella può contenere qualsiasi cosa

  2. la molteplicità delle operazioni

  3. il risultato può diventare contenuto (inserendo valori testuali come le famose x e y)

  4. le applicazioni sono molteplici: contesti matematici, economici, fisici, anche architettonici.

  5. in più questa modalità promuove i processi What .. if, cioè cosa succede se … (processo descritto nel libro “Introduzione alla rivoluzione informatica in architettura”, Carocci, 2007, IRIA2007Antonino Saggio), contro il processo if … then, se … allora)

 

Piccola storia dei fogli elettronici:


L’invenzione del foglio elettronico si deve a Dan Bricklin. L’idea gli venne vedendo un suo professore universitario che disegnava una tabella di risultati di calcoli su una lavagna. Quando il professore rilevò un errore, dovette cancellare e riscrivere un’intera sequenza di valori nella tabella, facendo venire in mente a Bricklin che si poteva replicare il procedimento in un computer.
La sua idea divenne VisiCalc(Visual e Calculator), il primo foglio elettronico, nonché la “killer application” che trasformò il personal computer da hobby per appassionati di computer in strumento di lavoro.
Uno dei più popolari fogli elettronici è stato Lotus 1-2-3, che ai tempi del sistema operativo DOS era una delle applicazioni più utilizzate negli uffici. Il ritardo da parte di Lotus Software nel produrre una versione per Windows giocò a favore di Microsoft Excel, che è oggi il foglio elettronico più diffuso.

(da Wikipedia)

 

Sotto riporto un mio documento Excel personale (opportunamente oscurato), con la lista degli esami, i relativi voti e crediti.

Il foglio elettronico esegue due operazioni, il calcolo della media aritmetica e ponderata.

La prima sommando i voti e dividendoli per il numero degli esami sostenuti

La seconda si ottiene con il rapporto tra la sommatoria dei sigoli prodotti (crediti per voto) e il numero totale dei crediti.

Da A6 a A32: ESAMI
Da B6 a B32: VOTI
Da C6 a C32: n° CREDITI
Da D6 a D32: PRODOTTO VOTO X CREDITI
B34: SOMMA VOTI
C34: SOMMA CREDITI
D34: SOMMA PRODOTTI VOTO X CREDITI
F11: =D34/C34 = MEDIA PONDERATA
F16: =SOMMA(B6:B32)/n° TOTALE ESAMI = MEDIA ARITMETICA

 

 

 

 

 

 

  • [n°18] Modelli 2 e gis---------------------------------------------------------------------------------


 

LEONARDO 05

Anche in questo caso partiremo da una griglia righe e colonne, le prime le chiameremo FIELD le seconde RECORD, perché non stiamo parlando di un foglio elettronico ma di un DATABASE, archivio collegato ad altri tramite dei link (fondamentali per comprendere le potenzialità del database), i collegamenti avvengono tramite particolari modelli logici.


Su Wikipedia leggiamo questo:


“La base di dati, oltre ai dati veri e propri, deve contenere anche le informazioni sulle loro rappresentazioni e sulle relazioni che li legano. Spesso, ma non necessariamente, una base dati contiene le seguenti informazioni:

  • Strutture dati che velocizzano le operazioni frequenti, di solito a spese di operazioni meno frequenti.
  • Collegamenti con dati esterni, cioè riferimenti a file locali o remoti non facenti parte del database.
  • Informazioni di sicurezza, che autorizzano solo alcuni profili utente ad eseguire alcune operazioni su alcuni tipi di dati.
  • Programmi che vengono eseguiti, automaticamente o su richiesta di utenti autorizzati, per eseguire elaborazioni sui dati. Un tipico automatismo consiste nell'eseguire un programma ogni volta che viene modificato un dato di un certo tipo.”

Sono proprio queste le potenzialità aggiuntive che un database ha in più di un foglio elettronico.
E inoltre  sempre da Wikipedia:
“Le basi di dati possono avere varie strutture, di solito, in ordine cronologico:

  1. gerarchica (rappresentabile tramite un albero – anni sessanta),
  2. reticolare (rappresentabile tramite un grafo – anni sessanta),
  3. relazionale (attualmente il più diffuso, rappresentabile mediante tabelle e relazioni tra esse – anni settanta),
  4. ad oggetti (estensione alle basi di dati del paradigma "Object Oriented", tipico della programmazione a oggetti – anni ottanta),
  5. semantica (rappresentabile con un grafo relazionale – inizio anni duemila).

……..
È possibile distinguere i linguaggi per basi di dati secondo il loro utilizzo:

Quest’ultimo linguaggio il QUERY LANGUAGE,  è fondamentale in quanto permette di interrogare la baca dati per avere delle risposte immediate.
Questi sistema di catalogazione di informazioni, ha dato vita alla più grande mappatura del nostro pianeta, Google Earth, una raccolta dati alfa-numerici (vie, numeri civici), raster (foto satellitari), vettoriali (indicazioni stradali, ecc.), persino indicazioni sul traffico in tempo reale.

Consente inoltre di poter aggiungere le proprie mappa nel sistema.

Urban Green Line™ + Urban Voids™

Urban Green Line™ + Urban Voids™ + Foto sito + Indicazioni Stradali + Traffico


Il modello Google Earth è un sistema GIS (Geographic Information System), una particolare forma di database in quanto i modelli GIS, trattano solo ed esclusivamente dati georeferenziati; precisamente Google Earth è un WebGis

immagine da Wikipedia

 

 

  • [n°18add] Appendice sull'evoluzione del Modello----------------------------------------

 

 

Non tenuta

Rimando alla lezione del Prof. Antonino Saggio >>

 

 

 

  • [n°19] Modelli Gerarchici---------------------------------------------------------------------------


 

 

LEONARDO 06
MODELLI GERARCHICI
Un modello gerarchico aumenta l’efficienza soprattutto nella modellazione di oggetti ripetuti sulla scena, copiandoli come ISTANZE o BLOCCO (vedi 3D studio Max, AutoCad), strettamente collegati fra di loro, che si modificano al modificarsi dell’oggetto sorgente.

immagine da qui


Oltre  l’entità istanza, possiamo copiare il semplice oggetto che si appoggia alla descrizione prolissa di base dell’oggetto madre (vedi sotto), riporto l’esempio fatto a lezione:


5 Cubi Gerarchici=
0; object OggettoCubo
1; origin 0.000 0.000 0.000
2; rotate 0.000 0.000 0.000
3; scale 1.000 1.000 1.000
4; object OggettoCubo
5; origin -269.448 -167.075 0.000
6; rotate 0.000 0.000 0.000
7; scale 0.176 0.141 1.000
8; object OggettoCubo
9; origin 164.264 10.509 0.000
10; rotate 0.000 0.000 0.000
11; scale 0.542 0.435 1.000
12; object OggettoCubo
13; origin 72.264 -187.491 0.000
14; rotate 14.690 17.448 4.495
15; scale 0.542 0.435 1.000
16; object OggettoCubo
17; origin 374.155 75.657 0.000
18; rotate 6.812 15.612 23.935
19; scale 0.670 0.516 1.000
20; return 0.000 0.000 0.000


OggettoCubo
21; pen 0.000 0.000 0.000
22; fill 65535.000 65535.000 65535.000
23; shape -191.500 57.500 50.000
24; normal 0.000 0.000 -1.000
25; polygon -305.000 199.000 0.000
26; polygon -78.000 199.000 0.000
27; polygon -78.000 -84.000 0.000
28; polygon -305.000 -84.000 0.000
29; normal 0.000 0.000 1.000
30; polygon -305.000 -84.000 100.000
31; polygon -78.000 -84.000 100.000
32; polygon -78.000 199.000 100.000
33; polygon -305.000 199.000 100.000
34; normal 0.000 1.000 0.000
35; polygon -305.000 199.000 0.000
36; polygon -305.000 199.000 100.000
37; polygon -78.000 199.000 100.000
38; polygon -78.000 199.000 0.000
39; normal 1.000 0.000 0.000
40; polygon -78.000 199.000 0.000
41; polygon -78.000 199.000 100.000
42; polygon -78.000 -84.000 100.000
43; polygon -78.000 -84.000 0.000
44; normal 0.000 -1.000 0.000
45; polygon -78.000 -84.000 0.000
46; polygon -78.000 -84.000 100.000
47; polygon -305.000 -84.000 100.000
48; polygon -305.000 -84.000 0.000
49; normal -1.000 0.000 0.000
50; polygon -305.000 -84.000 0.000
51; polygon -305.000 -84.000 100.000
52; polygon -305.000 199.000 100.000
53; polygon -305.000 199.000 0.000
54; end 0.000 0.000 0.000
55; return 0.000 0.000 0.000

 

Sopra la descrizione, sicuramente da file DXF, elenca i 5 cubi sulla scena, si nota che viene soltanto una volta descritto il CUBO PER INTERO.
Questo fa dei Modelli gerarchici un sistema molto efficiente, perché è interattivo.


Da lezione Modelli Gerarchici, Prof. Saggio


A. Efficienza; Immagazzina i dati una sola volta
B. Abbiano Individuato la forza della struttura gerarchica
C. Abbiamo capito che possiamo comprendere che è Interattivo.

 

 

Per approfondire e comprendere a pieno la valenza dei modelli gerarchici, ho letto uno scritto del Prof. Saggio , sotto forma di lettera ai ragazzi di Rappresentazione.net (http://www.arc1.uniroma1.it/saggio/7cats/MODello/ModDecisionali.htm)nella lettera si parla dei modelli decisionali, e ne vengono descritti fondamentalmente tre di partenza:
Il modello decisionale oggettivo
Basato sullo studio dell’uomo delle sue misure e degli spazi su misura, anzi degli spazi minimi, un modello portato avanti da Alexander Klein funzionalista degli anni ’20, studi sfociati nel famoso manuale del NEUFERT
Il modello decisionale prestazionale
Lo studio di processi, relazioni e requisiti funzionali, messi a sistema addirittura tramite schede perforate, per giungere a soluzioni architettoniche.
Il modello strutturalista
Utilizzato “da Habraken e del Sar olandese che proponeva per la prima volta coscientemente una "gerarchia delle scelte" alcune che formavano le strutture fisse (come appunto l'antropologia strutturale aveva insegnato nei contesti comportamentali) dall'altro le variazioni delle forme e dei comportamenti "entro" quelle strutture fisse che Habraken chiamava Supports.” (Antonino Saggio).


“Studia il campo del costruito andrà avanti anche senza te ma tu potrai contribuire a qualcosa”
(Habraken)


Il Prof.  continua introducendo il modello diagrammatico, non inteso come schizzo dell’idea finale, ma idea di un processo da seguire per dar vita ad un modello dinamico, come un foglio elettronico nella filosofia what…if, che converga verso l’elettricità, internet e  le interconnessioni dinamiche dei dati.
Strutture gerarchiche, composte da layer, che non sono, solo un’organizzazione funzionale della modellazione, ma un vero e proprio strumento di gestione del progetto.

(sopra ho riportato uno stralcio dall'approfondimento "MODELLI DECISIONALI" nella pagina TO_DO)


Un’ ultima frontiera della modellazione assistita nel vero senso della parola è il
“Building Information Modeling, o BIM, è il processo di creazione e gestione del modello d'informazioni di un edificio. Le informazioni possono riferirsi all'intero ciclo di vita del manufatto edilizio, dalla fase progettuale a quella di uso e manutenzione, passando per la fase di realizzazione. Il termine BIM identifica anche i CAD architettonici di nuova generazione che non si limitano al disegno di elementi grafici semplici (linee, polilinee, cerchi, archi, ecc.), ma consento di progettare disegnando i componenti tecnici dell'edificio (muri, strutture portanti, finestre, porte, ecc.). Il disegno attraverso oggetti grafici che contengono anche dati del componente, come la geometria, la costituzione, la posizione spaziale, ecc., determina anche il modello informativo della costruzione. Il modello così generato può essere utile per calcoli, verifiche e analisi. La sigla è utilizzata inoltre per indicare il Building Information Model (ovvero il modello stesso).”

(da Wikipedia)

Autodesk® Revit® Architecture, strutturato per supportare programmi BIM

immagine da qui


La valenza di questa tipologia di software è proprio il what…if, per la possibilità di controllate qualsiasi caratteristica del modello, dalla forma, ai materiali, ai costi di quest’ultimi, di conseguenza conoscere immediatamente di quanto oscilla il prezzo della costruzione cambiando un materiale o qualsiasi altro componente, infissi, impianti ecc. ecc. ecc.
Non a caso questa tecnologia è usata dai più grandi studi di architettura, non solo per una questione tecnico-pratica, ma proprio come strutturazione del processo progettuale.

 

 

 

 

  • [n°20] Il Nuovo Catalizzatore---------------------------------------------------------------------


SECONDA ONDATA

Bauhaus 1925

Sede di Dessau

FOTO: Valerio Galeone_Rosamaria Faralli

TERZA ONDATA

BLUR Diller+Scofidio

Svizzera 2002

FOTO: da Qui

Visioni

FRAMMENTARIA

CONTINUITA'

Idea di città

APERTA_ESPANSIVA

IMPLOSIVA

VEDI URBAN VOIDS, AREE DISMESSE.

Architettura

APERTA

 

VEDI LEZIONE CATALIZZATORE

INTERATTIVA

DI RACCORDO, NON SOLO DI PARTI DI CITTA' ESPANSIVA PREESISTENTE, MA DI SITUAZIONI E MOVIMENTI NEL GLOBO, CHE SIA CONTESTUALIZZATA NON CALATA DALL'ALTO, MA CHE SIA GENERATA DA PROCESSI E STUDI SUL SITO, DAL BASSO.

Programma

CASE POPOLARI

 

per l'operaio, figura cardine della rivoluzione industriale

MIXITE'

PROGETTARE SPAZI DI RACCORDO, COLLEGAMENTI NON MONOFUNZIONALI, ARCHITETTURE NAVIGABILI, IN UN CONTESTO OMOGENEO DALLE FUNZIONI ETEREGENEE

Costruzione

DISCONTINUA

(struttura puntiforme, plinti, pilastri)

 

MEMBRANA

ESTETICA/TETTONICA

 

Metodo

ANTI-TIPOLOGICA

 

if...then

PROCESSO DIAGRAMMATICO-MODELLO

what...if

Espressione

ASTRATTA

NATURA

intesa non come verde o decorazione, ma nella sua struttura costitutiva (membrane, reti, radici), cercando di reificare il suo particolare adattamento all'habitat esterno, divenendo sempre mutevole.

Catalizzatore

TRASPARENZA

INTERATTIVITA'

VEDI SOtto

 

 

Il NUOVO CATALIZZATORE


Dopo un excursus dello sviluppo e trasformazione dell’architettura, dall’era agricola, all’era industriale (vedi lezione n°6 il catalizzatore), dove abbiamo parlato del grande salto fatto da Gropius nel 1925, cercheremo di capire qual è il nuovo Catalizzatore dell’era informatica o il catalizzatore della rivoluzione informatica.


Abbiamo parlato


dell’information Technology, come strumento PERSONALE (e non utensile) per la materializzazione dello spirito, nell’unione del momento ESTETICO  e quello TECNICO.

del perchè delle macchine nell'era industiale (FUNZIONE), e del perchè dell'information technology oggi

"io esisto perchè INFORMO",


del TEMPO, in cui il “salto” diveniva il  collante di mondi a più dimensioni (vedi lezione n°15)


dei sistemi informatici e soprattutto dei modelli, per comprendere la loro vera intelligenza ed efficienza (vedi da quinto ciclo)


Possiamo dedurre che il nuovo catalizzatore è l’INTERATTIVITA’, la capacità di un sistema di variare e anche modificare le proprio caratteristiche tramite determinati parametri, riuscire a immagazzinare e dare informazioni.
Ecco come iniziare processi di REIFICAZIONE della rivoluzione informatica in ARCHITETTURA, magari pensare l’architettura come il Computer, proprio come W. Gropius, Le Corbousier, pensavano alla macchina, alla catena di montaggio delle industrie.

immagine da qui LASER TAG


La domanda nasce spontanea, ma come materializzare l’interattività nell’architettura, possiamo innanzitutto definirne vari tipi:


L’INTERATTIVITA’ PROCESSUALE
Un metodo che struttura il processo progettuale, come abbiamo potuto vedere nello studio dei software BIM (Building Information Modeling), o come abbiamo effettivamente provato tramite il plug-in di Rhinoceros, Grasshopper, dove parametri e componenti, strettamente collegati fra loro, modificano il risultato del modello cambiando parametri strutturati, messi a sistema. (vedi pagina SCRIPT)


L’INTERATTIVITA’ PROIETTIVA
Schermi, proiezioni, come fossero display. Sarebbe interessante cercare di creare un sistema che interagisca con l’esterno, tramite ben determinati processi e che desti interesse nella gente, non solo perché crea situazioni interessanti e divertenti, ma che entri a far parte dei meccanismi quotidiani per semplificarli.   


L’INTERATTIVITA’ FISICA
È quella più evidente e magari più affascinate, anche se in alcuni casi cade in semplici movimenti meccanici, quando magari I. fisica, dovrebbe avere un rapporto con determinate situazioni (esempio climatiche, grandi e piccoli eventi, ecc. ecc.)
In questo campo non possiamo non citare Santiago Calatrava, di cui molte delle sue architetture hanno parti che si muovono in una maniera elegantissima,

 

ma per comprende a pieno il discorso, ricordo il famoso BLUR di Diller+Scofidio “realizzata per l'Expo 2002 organizzata in Svizzera. L'edificio, una eterea struttura ovoidale di 60x100 metri e alta 20, è rivestita di 31.400 ugelli, governati automaticamente da computer, che vaporizzano tuttattorno l'acqua del lago Neuchâtel sul quale l'architettura è sospesa. In tal modo il volume prende la forma di una nuvola, imprendibile ed in continua mutazione.” ( da Wired)

 

Ma anche, ADA lo spazio intelligente, un avanzato progetto di ricerca dell'Università e del Politecnico di Zurigo, sembre nell’ambito dell’Expo 2002 in Svizzera o Hyperbody  progetto di Kas Oosterhuis o la Wind Tower  di Toyo Ito,

Kas Oosterhuis Muscle Body (immagine sx), Muscle ReConfigured (immagine dx)

i lavori di Mark Goulthorpe come il DECOI (video sotto).

 

 

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